storia
J. Huizinga, L’autunno del Medioevo
Il Basso Medioevo è uno di quei periodi terminali in cui la vita sociale delle classi superiori è diventata quasi del tutto un giuoco di società. La realtà è violenta, dura e crudele; la si riporta al bel sogno dell’ideale cavalleresco, e su questo poi si crea il giuoco della vita [...]. In tutta la società cavalleresca del ’400 domina un labile equilibrio fra la serietà sentimentale e il lieve scherno. Tutti quei concetti cavallereschi di onore, fedeltà, amore, vengono trattati con perfetta serietà, sennonché di tanto in tanto il fiero aspetto si spiana un istante in una risata. In Italia questo stato d’animo è trapassato nella parodia consapevole: nel Morgante del Pulci e nell’Orlando innamorato del Boiardo. Ma anche lí il sentimento romantico-cavalleresco riprende talora il sopravvento; nell’Ariosto, all’aperta beffa si è sostituito quel mirabile superamento tanto dello scherzo che della serietà, nel quale la fantasia cavalleresca ha trovato la sua espressione piú classica.
(Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1964, vol. VI, pag. 225)







